Canzoni del tempo immobile - Il blog di Mauro Boccuni

E' il titolo del disco che un giorno mi piacerebbe regalare ai miei amici. Un baule di appunti, accuratamente selezionati nel caos delle sorprese che solo un baule può riservare ad una mente in eterno sorpasso. Un laboratorio di scrittura meno caro di uno psicoterapeuta per un ragazzo che ha superato i 40 anni ma che quando sente musica fa finta ancora di suonare la chitarra.

Chi sono

Blogger: malobo62
Nome: Mauro Boccuni
Sono un consulente di comunicazione e formazione aziendale che da 15 anni si occupa di produzione multimediale interattiva. Mi sono laureato in comunicazione di massa a Bologna 18 anni fa e da allora il cammino è stato ricco di esperienze che vorrei facessero capolino tra le righe del mio blog.

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mercoledì, luglio 30, 2008

Varie d'inizio giornata

Buona giornata a tutti voi, innanzitutto.

Dal Caffè Letterario, che nel frattempo, ha provveduto a disseminare la sua newsletter alle sue liste, mi giunge la segnalazione di un interessante incontro sul tema delicato, urgente e prezioso del "Turismo in Campania e il ruolo delle associazioni".

Alle ore 19:00 si tiene presso la sede del Caffè Letterario di Bacoli - chiedere della chiesa di Sant'Anna il Caffè è alle sue spalle - questo incontro promosso da Legambiente Campania, Legambiente/Neapolis 2000, Associazione Il Regno di Virgilio, Caffè Letterario di Bacoli, Parco Regionale dei Campi Flegrei,


Vi ripropongo dalla segnalazione qualche informazione in più per chi fosse interessato alla cosa.

il testo della legge e gli indirizzi che il Caffè Letterario ha fornito: Bacoli 392.91.75.286, Carmine Maturo 349.45.97.997, info@caffeletterariobacoli.it 




Un'altra utile riflessione giornalistica è quella comparsa ieri sulla Repubblica a proposito di quello che come me fanno migliaia di persone con questo diario web detto appunto Blog.

Magari più tardi riprendo l'argomento.

Per ora se credete questo e il testo dell'articolo di Marino Niola dal titolo "Villaggio blog, vista sul mondo
le nuove forme di dialogo"
postato da: malobo62 alle ore 08:15 | link | commenti (1)
categorie: campania, turismo, volontariato, associazioni
martedì, luglio 29, 2008

21 Grammi e la sposa turca.

Sono i titoli di due opere rispettivamente di Alejandro Inarritu e Fatih Akin che ho conosciuto nel corso della prima metà di anno bisestile appena trascorso.

Avevo visto "Babel" di Inarritu al cineforum di cui avevo apprezzato sopratutto la brillante sceneggiatura di Guillermo Arriaga.

Autore che a sua volta si era intrecciato con la storia professionale di Akin di cui avevo visto il documentario "Crossing the bridge" sulle tappe evolutive della scena musicale ad Instanbul, raccontate dall'entusiasmo di un noto musicista d'avanguardia tecno-rock tedesco di cui ora mi sfugge il nome.

Mi aveva colpito questa attenzione nei confronti dei colori musicali della sua terra d' origine  - Akin è un tedesco di origine turche, come Opzetek da noi.

Il paragone non credo che regga artisticamente al di là dell'accostamento geografico.


Non so cosa dire di 21 grammi perchè va rivisto e rivisto; ma non perchè sia questo capolavoro dell'umanità. Ma perché nasconde delle trame del vissuto narrato che meritano un'indagine più approfondita.

Naomi Watts è esemplare così come lo è anche Penn che si conferma un ottimo interprete, erede dei Pacino, De Niro, Hoffman. Di Arriaga e della sua abilità a tessere realtà e pensiero sui diversi piani temporali bisognerebbe scrivere un articolo critico che prima o poi m'impegnerò a codificare.

Qui il trailer, in inglese




La sposa turca invece o "Contro il muro"  come recita il titolo originale della pellicola benché fatichi a chiudersi ritaglia il nucleo del dramma partendo da un conflitto di tradizioni interculturali per allargarsi all'ambizione di una territorialità gloable dove l'individuo alla fine lotta contro le proprie prigioni, qualunque siano le radici o i fallimenti.

Ai confini del paradiso è stata una prova di maggiore maturità che invito tutti a vedere.

Qui un lungo estratto da La sposa turca.

postato da: malobo62 alle ore 18:13 | link | commenti
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Tutti vogliono guidare il mondo ma pochi se lo possono permettere

Stavo facendo i piatti poco fa, la radio è sempre accesa, ho perso la sintonia di RAI Radio Due e la prima vicina che ho trovato senza perdere una vita di tempo è stata Radio Montecarlo.

Parte un pezzo, "Everybody wants to rule the world" una cover dei Tears for Tears, una coppia di musicisti della seconda metà degli anni ottanta che ha praticamente concluso nel 1989 la sua onorata carriera, ricorderete, con un album eccezionale dal titolo "The seeds of love" cioè "i semi dell'amore".





Il pezzo faceva parte dell'album precedente un altro grande successo "Songs from the big chair".

Beh, note storiografiche a parte, il punto è che la conduttrice non annuncia come suole di questi tempi turpi il pezzo nè la sua interprete, e io comincio a notare due o tre strappi di intonazione assolutamente palesi, ma al tempo stesso così vitali, profondi, da passare in secondo piano rispetto a questo timbro che comincia a diventarmi noto, sempre più noto come la voce di Billie Holliday, di Nico, di Marianne Faithfull.



Accidenti è LEI, è Patti SMITHHHHHHHHHHHHHH !!!!!!!!!!!

Divina grazia del primo pomeriggio di una giornata di fine luglio.

Chi avrebbe saputo darmi tanto con così poco? Sentite anche la sua versione.





Chi le fa  ancora oggi queste artiste, chi si dà ancora oggi con tanta passione tra politica, poesia e canto? Qualche idea ce l'ho ma ve la racconto al prossimo post.
lunedì, luglio 28, 2008

Into the wild - 2007

La scorsa settimana al cinema "La Perla" di bagnoli hanno proiettato il penultimo film per il ciclo "Underground".

La pellicola era "Into the wild" diretta da Sean Penn e interpretata da un giovane attore americano di grande talento, Emile Hirsch, destinato a farsi vedere ed ascoltare negli anni a venire.





Qui il mio cemmento inviato al forum del cinema. Per me è un must che consiglio vivamente.

"imponente, epico, un moderno san francesco alla disperata ricerca della sua irragiungibile unità spirituale.
Una partiura di energia vitale in un mondo ferito dall'esistenza, dalle sue zampate di follia quotidiana.

Se Alex avesse prestato attenzione al repertorio di Gaber , se gliene avessero parlato, avrebbe potuto scoprire con qualche giorno di anticipo che la libertà è nella scoperta della misura dei suoi limiti umani.

Da lì in poi è un volo tra le dinamiche delle correnti emotive che gli esseri umani generano a contatto con i loro simili.

In alcuni momenti, Alex Supertramp - questo il nick che il ragazzo si attribuisce nel suo viaggio - inebriava della sua follia un mondo che romanticizzava della sua incapacià ad accettare il dolore, il suo dolore di essere umano. Ed è morto vittima di sè stesso.

Ma perchè parlare solo di Alex e non invece di Titano Sean? Dichiaro il mio totale amore per questo regista, immenso attore, straordinario novello ulisse del XXI secolo.

Se dovessi tenere un seminario sul cinema questo film sarebbe l'oggetto di tre mesi di lezione.

E la musica di Eddie Vedder che è già nel mio I-pod? Sono sicuro che stasera la so già suonare tutta.
postato da: malobo62 alle ore 09:16 | link | commenti
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domenica, luglio 27, 2008

IPTV, WEB TV e comunità di ascolto

Nel corso del mese di giugno del 2007, in famiglia abbiamo aderito all'offerta di Alice TV.
Esperienza che è appunto durata 30 giorni dopo i quali, a causa della rottura del modem - di pregiata fabbricazione tailandese - stabilimmo di interrompere il contratto per la webtv e di passare allo stato precedente di semplici utenti di un'ADSL Telecom dalla quale siamo poi scappati dopo un inverno di continue disconnessioni. ma questa è un'altra storia

Com'è la webtv? Da un punto di vista tecnico, quando la rete era disponibile, la trasmissione era buona e così anche la qualità della performance mulimediale.

Per quanto riguarda i contenuti, si trattava del peggio dei fondi di magazzino almeno per quanto riguardava la parte della programmazione fiction.
I concerti musicali che poi interessavano solo a me offrivano una certa varietà di titoli nell'ambio del pop/rock internazionale degli due anni precedenti.
Come il solito era totalmente assente una programmazione di musica operistica, sinfonica e di musica da camera. Il teatro poi manco a parlarne.
Mancava anche una proposta per i corti.

Quindi la mia esperienza in merito mi spinge a tenermi lontano da queste iniziative.

Ma per motivi che sarebbero lunghi da dettagliare, sono due giorni che ho ripreso i contatti con questa opportunità di comunicazione e di sviluppo del settore audiovisivo.
Soprattutto se vincolato al contesto delle comunità che attraverso il web e la instant messaging riescono a creare un tessuto connettivo di natura critica contemporanrea alla presenza delle proposte online.

Ho visto parecchie cose ma quella che mi ha colpito di più, per interessi personali e qualità della trasmissione, è stata l'iniziativa che va sotto il nome di Joost.

Dopo avere scaricato il plug in con una buona ADSL, l'impatto è davvero pieno di stimoli.
Molti corti, film vintage, canali musicali didattici sull'uso della chitarra ad esempio.

John Petrucci ha dato prova del suo talento musicale spiegando trucchi e dettagli della sua professione,



lo stesso ha fatto una straordinaria Kaki King con la suia Ovation.

Un modello Adamas, che vidi e sentti per la prima volta suonare da Angelo Branduardi prima dal vivo e poi nel suo album "9" del 1982.

E' tutta in grafite. Io preferisco Gibson, Martin e Larrivèe.



Scrivetemi per dirmi se avete dato un'occhiata anche voi a questo tipo di proposta mediatica, perchè è l'alternativa alla defunta televisione intesa in senso tradizionale.

E io trovo queste versioni bellissime per la creatività degli schermi di ogni dimensione.

A presto per ulteriori approfondimenti in merito. Mauro
postato da: malobo62 alle ore 11:26 | link | commenti
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sabato, luglio 26, 2008

Che Paul, il più famoso Paul del rock inglese sia deceduto o meno, come la leggenda ci racconta (Da Wikipedia) da quarant'anni, alla fine conta ovviamente nulla anzi per nulla al mondo.

Se on fosse per la fascinazione pretestuosa con cui i microindizi si insinuano nella mente dei curiosi che rendono verosimile la panzana mediale del noto DJ di Chicago a cui si deve l'invenzione dell'ipotesi del famoso compositore dei Beatles.

Paul is DeadIeri sera ha avuto inizio per la quarta stagione di repliche il mini musical "Paul is Dead" che fino a domani viene offerto agli spettatori dell'Orto Botanico da parte della compagnia teatrale de "Il Pozzo e il Pendolo"

E' una piccola piece che in poco più di un'ora ripropone grazie alla brava interpretazione di Marco Palumbo e Marcello Magri la sequenza di bizzarre coincidenze di pseudo prove disseminate tra i solchi delle canzoni e delle copertine a causa alle quali Paul McCartney dovrebbe dormire sonni beati da quarant'anni, sepolto nella località di Lesoto.

La piece è animata musicalmente dala cover band napoletana dei Sottomarini che sottolineano con il repertorio della band inglese il procedere della follia mediatica.

Ben recitato, divertente per una serata all'insegna dell'ironia in un bel contesto della nostra grande città.
postato da: malobo62 alle ore 18:46 | link | commenti
categorie: musica, beatles, paul mccartney, dj , napoli orto botanico
lunedì, luglio 14, 2008

Sono appena tornato dal cinema dove ho visto un film che vi invito a vedere, dove non so, dato che anch'io ho avuto l'opportunità e la fortuna di apprezzarlo grazie alle scelte di Peppe Borrone che per l'estate 2008 ha predisposto una rassegna cinematografica alla "Perla di Agnano decisamente ambiziosa, ma per questo stimolante.

Il film di cui voglio parlarvi è una produzione franco/istraeliana, si intitola  "La Banda" ed è stato diretto di Eran Kolirin.

Questo il mio commento alla pellicola.

Una Banda di poliziotti egiziani capitanata da Un Generale della Polizia.

Come dire, Je suis l'Art de l'Egypte; ma il destino tira un scherzetto al composito settetto che per colpa di una B confonde la destinazione e ripara ignaro nel deserto di una cittadina israeliana.

La Notte non aiuterà a dissolvere i dubbi, le angosce e la resistenza di un altro manipolo di folli scellerati piegati dall'inedia del vivere, ma contribuirà ad allontanare per poco qualche paura e a misurarsi con il dolore portato dietro il ruolo e la maschera che la vita consegna e tutti noi accettiamo.

Bellissima tenuta registica, non un fotogramma di troppo nè uno di più, non una battuta di troppo ne una di più, struggenti fotografie di un deserto dove neanche la disperazione si ferma ad infliggere la sua pena.
Se uno dovesse dipingere uno stato d'animo con la musica non potrebbe trovare migliore momento della scena in cui il vice direttore coglie la conclusione esistenziale della Sua Sinfonia e il Generale riabbraccia per pochi secondi un figlio sull'onda della passione per Chet Baker, musictsa tra l'altro morto suicida.
postato da: malobo62 alle ore 21:16 | link | commenti
categorie: cinema, israele

Su Repubblica on line di oggi, la brava Franca Valeri viene intervistata da Alessandra Vitali sulla passione per il teatro.

Franca ValeriL'articolo lo trovate a questo link "Franca Valeri, passione teatro "La comicità schiava della politica"

La Valeri è una Signora del Teatro Italiano e le sue opinioni valgono una lettura più di quanto non accada con le scuse di una Carfagna o di una Gelmini.
Che poi manco a dirlo! Chi sono queste ultime due, dai !!!

Aoposito avete letto dell'ennesimo scandalo in cui è incappato il Premier di questa Repubblica delle banane marce? Il caso Santjust? Un tempo si associava il peggio al trogolo dei maiali o ad un troiaio qualsiasi.

Ma qui ce la fanno in faccia e noi scriviamo solo sui blog?

Ma voi che dite?

Ave

mauro
postato da: malobo62 alle ore 10:44 | link | commenti
categorie: teatro, comicità, poltica, franca valeri

Pino Daniele e il suo concerto a Napoli, le ragioni del ping pong sulla location che avrebbe ospitato la data nel capoluogo campano sono diventate esse stesse oggetto di una nuova forma di fenomenologia del tormentato vuoto che tiene in vita il dibattito kulturale di questa città. PINO DANIELE VAI MO' 2008 Live

A destra il manifesto che a ha annunciato per un mese la data napoletana allo stadio San Paolo di napoli

Avrei continuato ad astenermi da questa gara a freccette sul "Traditore neo-forzista", termine con cui il musicista è stato forgiato a fuoco dalla stampa locale a nazionale, se non fosse venuto a stuzzicarmi il punto di vista di Willy David, noto e apprezzato produttore e manager musicale della scena  della fine degli anni settanta.

David sul foglio napoletano della Repubblica di oggi 13/07, in sintesi, sostiene che Daniele ha perso l'occasione per dimostrare di essere quel *portavoce di una città* da cui ha tratto un'identità regalatagli dal grande successo del progetto che da "Vai Mò" del 1982 sin al termine del sodalizio tra il manager e il musicista gli ha affidato la fortuna critica su cui Daniele campa ancora di rendita.

David è un uomo il cui talento ed esperienza sono da valutare con attenzione non solo per l'antico sodalizio ma per il senso di /progettualià /che aveva saputo infondere ai risultati di quel prezioso ed irrepetibile periodo di grande prestigio artistico di Daniele.

Io sono un appassionato - non un fan, termine che mi preoccupa ed impesierisce per la mancanza di pathos sostituito da una inconsapevole fede - e conosco molto bene tutto il periodo che parte da "Terra Mia" e si conclude con "Bonne Soirèe". Con qualche sporadica visita a rivisitazioni live o da studio al repertorio degli anni ottanta.

Considero quindi i primi tre album, *"Terra mia", "Pino Daniele" e "Nero a Metà"* (1977/80), tre pietre miliari del repertorio di Pino che in continua ascesa compositiva coglieva il senso della sua strada artistica e della sua identità di creativo dosando tutte le sua fonti d'ispirazione - tradizione napoletana, blues, jazz, rock e pop internazionale - in una miscela iridescente di innovazione, irriverenza, calore, poesia assolutamente inconsueta e totalmente inedita per la storia della canzone italiana degli anni ottanta.

Ma quando usci *"Vai mò"* (1981) che tra l'altro sto riascoltando proprio mentre scrivo, pubblicò un album e poi altri cinque in successione - "Bell'mbriana", "Musicante", "Ferry Boat" e "Bonne Soirèe" più il bellissimo "live Sciò" (1982/1987) - che mi facevano pensare di non dovere cercare per forza un grande musicista all'estero perché erano questi ad essere attratti dal genio di un autore italiano.
E poco m'importava di questo orgoglio italiano perché la sua musica aveva moltiplicato i miei interessi avvicinandomi e permettendomi di approfondire la conoscenza di tanti altri artisti lontani dai miei gusti.

L'ho visto e sentito dal vivo in due sole occasioni durante dal tournée di "Nero a metà" perché tutti a scuola avevamo quell'album, perennemente in classifica e a Bologna nel 1983, credo, al ritorno dall'Olympia di Parigi dove era stato accolto, così raccontava almeno la stampa, con un trionfo degno dei più stimati protagonisti della scena internazionale.
Il concerto a Bologna fu strepitoso, enorme, potente, l'apice di una stagione a partire dalla quale poteva accadere molto.
Io so che era uscito Ferry Boat ed erano venuti a trovarmi due amici canadesi e se ne portarono una copia (registrata) a casa poi la sperimentazione si chiuse con un grande invenduto "Bonne Soirèe" ma a mio giudizio un album di forti proposte poliritmiche e di affascinante ricerca linguistica internazionale.

Si rimprovera a Pino Daniele di avere lanciato la pietra dell'accusa ma di avere ritirato la mano, di avere frettolosamente chiuso molti importanti rapporti spesso in maniera infelice, di avere preso decisioni molto orientate alla svendita commerciale del suo brand come si dice oggi, di nutrire o avere coltivato passioni ed interessi ideologici contrastanti tra di loro, ma sinceramente credo i suoi presunti detrattori - magnager, orchestrali e politicastri di tutte le ore - si lamentino con lui della stessa sindrome che colpisce le figurine  che attorniano  "Don Giovanni" di Mozart.
Non appena il narciso viene trascinato all'Inferno dal Convitato di Pietra, tutte le sagome che lo avevano condannato, spariscono dalla scena per sempre, mentre l'eco del malfattore trionfa in attesa della sua resurrezione.

Perché un Artiste dovrebbe "far rivoluzioni, con le canzoni?
Perché Daniele dovrebbe dar vita a progetti Per La Propria Città se non ci crede?
Perchè un Artista dovrebbe sostituirsi al ruolo dei politici
? Un Artista può cantare un atto di accusa violento, averne l'autorevolezza, ma se non vuole a lui o lei non spetta alcunché!

L'Arte è un laboratorio continuo di offerte che possono generare contraddizioni, dibattiti, incursioni (questo è il Ruolo dell'Arte), ma non deve essere confuso con le responsabilità civili e politiche di chi viene eletto per fare un altro mestiere per la cittadinanza.

Chi sostiene il contrario nutre dei rancori personali che farebbe meglio ad affrontare con "il Fumista" che sorregge l'Artista.

Pino Daniele poi non suona più decentemente da molto tempo, ha una voce da eunuco da tanti anni, David gli ha detto che l'ultimo cd non gli piaceva io aggiungo che faceva pena a dir poco e lui, presuntuosamente, si offende. Canta "Che Dio ti benedica, che fica" ed invita D'Alessio a cantare sul palcoscenico. M'imbarazza, ma dinanzi al Lodo Alfano/Schifani e alla recessione italiana mi pare proprio un /non problema/.

Credo che questa operazione gli serva per coprirsi qualche debito con le case discografiche, le banche e qualche organizzazione a cui dovrà denaro per tournée poco remunerative.
O forse gli piace vivere dannatamente bene.Fatti suoi..

Grazie comunque per gli anni d'oro, per la gioia che quelle canzoni ancora vive e attuali mi danno e tanta felicità per gli anni a venire.
postato da: malobo62 alle ore 08:01 | link | commenti
categorie: musica, napoli, la repubblica, pino daniele, willy david
mercoledì, maggio 28, 2008

A partire dal 6 giugno 2008 ha inizio la rassegna “Napoli Teatro Festival Italia” che fino al 29 giugno occuperà le principali sedi della cultura teatrale della città di Napoli.
La mia vuole essere solo una segnalazione di un evento i cui dettagli possono essere approfonditi meglio direttamente sul sito della manifestazione “Napoli Teatro Festival Italia”.
Riporto nel post invece la nota posta in calce alla news del penultimo film del cineforum de “La Perla” nel quale veniva ricordato qualcosa di utile ed interessante per tutti i possessori attuali e futuri di un abbonamento ai cicli del cinema con sede ad Agnano.
Cioè:” La prima edizione del Napoli Teatro Festival Italia, sotto la direzione artistica e organizzativa di Renato Quaglia, avrà luogo a Napoli dal 6 al 29 giugno 2008.
 
La rassegna internazionale - voluta dal Ministero dei Beni e della Attività Culturali - prevede un programma fittissimo e internazionale: 38 debutti, 200 rappresentazioni, 15 paesi coinvolti, 2000 artisti, 9 lingue parlate.
 
Il festival sceglie un rapporto diffuso con il territorio, svolgendo i suoi spettacoli in 30 diverse sedi teatrali e non teatrali dell’intera città: dai principali teatri di Napoli ai palazzi rinascimentali, dai grandi edifici monumentali ai diversi quartieri napoletani, tutti luoghi di particolare prestigio storico e culturale.
 
Per tutte le informazioni e per il programma completo della manifestazione, è disponibile il sito internet www.napoliteatrofestival.it oppure si può scrivere a info@napoliteatrofestival.it.
 
In seguito a una convenzione con gli organizzatori del festival, esibendo l’abbonamento al cineforum del La Perla si avrà diritto a uno sconto del 20% sul biglietto normale d’ingresso.
Invito tutti i lettori quindi ad iscriversi al prossimo ciclo di film che avrà inizio il 16 di giugno. Vi allego il file con i titoli. progr-2007-2008-ciclounderground
 
Prevendita già disponibile attraverso il sito www.vivaticket.it oppure rivolgendosi alle seguenti rivendite cittadine:
Infopoint
  • Napoli Teatro Festival Italia (Via Depretis, 130);
  • Teatro Augusteo (Piazzetta Duca d’Aosta, 263);
  • Teatro Sannazaro (Via Chiaia, 157);
  • Teatro Diana (Via Luca Giordano, 64/72);
  • Teatro Bellini (Via Conte Di Ruvo, 14).
postato da: malobo62 alle ore 08:25 | link | commenti
categorie: cinema, comunicazione, teatro festival napoli italia